Facebook annuncia una semplificazione delle regole sulla privacy

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E’ di pochi giorni fa la notizia della partenza a settembre di Diaspora, il social network che si propone di sostituire Facebook offrendo agli utenti una gestione completa e semplificata della privacy. Sembra ora che qualcosa stia cambiando anche per Facebook: Tim Sparapani – direttore delle public policy del social network fondato da Mark Zuckerberg – annuncia che nelle prossime settimane verranno apportate delle modifiche dirette a facilitare la gestione della privac

Finora il modo in cui sono stati gestiti i dati personali sul social network, che conta circa 400 milioni di utenti, è stato dettato dalle convinzioni del suo fondatore secondo il quale la privacy sarebbe “un concetto superato”. Ma, se è vero che Facebook è uno strumento di marketing, occorre anche che vengano posti dei limiti al fine di non ridurre gli utenti a delle mere pedine commerciali.

Italia ed Europa hanno messo più volte sotto accusa la gestione della privacy sul social network e anche negli Stati Uniti si sono sollevate diverse voci a denuncia di una gestione troppo commerciale e incapace di tener conto dei diritti degli utenti: protestano gruppi di Senatori e Associazioni di Consumatori e l’argomento è all’ordine del giorno sui mezzi di informazioni. Ha fatto scalpore un quiz del The New York Times nel quale si chiedeva quale fosse il testo più lungo tra la Costituzione americana e la policy della privacy su Facebook, affermando la vittoria di quest’ultima, con 5.830 parole contro le 4.543 della Costituzione.

Inoltre, benché Facebook acquisisca costantemente nuovi utenti, il numero complessivo rimane stazionario, in quanto allo stesso tempo si assiste alla disaffezione di quelli iscritti precedentemente che hanno visto ridursi pian piano lo spazio di decisione in merito ai propri dati personali. In effetti, informazioni che una volta era possibile mantenere private ora sono considerate di dominio pubblico, ad esempio le pagine a cui si è iscritti (che molto possono dire su idee, gusti e orientamenti personali). Le stesse informazioni per quali – con le regole introdotte a fine 2009 – è stata data la possibilità impostare diversi livelli di privacy, sono considerate pubbliche di default, salvo addentrarsi nei meandri delle regole di Facebook per modificarle una ad una.

Nelle prossime settimane, quindi, qualcosa dovrebbe cambiare, anche se non è stato specificato molto al riguardo. Sembra in effetti che lo stesso management di Facebook non sia totalmente concorde sulla strada da prendere. Nel frattempo vi suggeriamo un articolo del blog Catepol 3.0 che indica alcuni strumenti per verificare le proprie impostazioni sulla privacy “a colpo d’occhio”.

Non dimentichiamo inoltre che siamo noi i primi a doverci tutelare, prestando attenzione a ciò che postiamo sui social network. Vi segnaliamo in proposito il nostro precedente articolo: Social network: privacy e buon senso

di Annalisa Collacciani

SI.net, tramite il profilo su Twitter e all’interno della pagina su Facebook Laboratorio di innovazione per le PA, riporta puntualmente articoli e interventi relativi alle problematiche sulla privacy e alla comunicazione web 2.0.

Per informazioni in merito alla tutela della privacy online o all’utilizzo dei social network per la comunicazione istituzionale è possibile scrivere a: sinet@blog.sinetinformatica.it, o telefonare al numero unico servizio clienti: 0331-576848