Corte di Giustizia Europea, no a filtri preventivi alla rete da parte dei Provider

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La Corte di Giustizia Europea respinge la richiesta di imporre un filtro preventivo antipirateria a tutti gli Internet Service Provider per ragioni di copyright.

Una decisione storica in quanto detta il principio secondo cui “le autorità ed i giudici nazionali devono in particolare garantire un giusto equilibrio tra la tutela del diritto di proprietà intellettuale, di cui godono i titolari di diritti d’autore, e quella della libertà d’impresa”, appannaggio degli Internet Service Provider, bilanciando il diritto alla tutela dei dati personali e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni.

E’ quindi inammissibile ogni provvedimento che costringa gli Internet Service Provider a filtrare preventivamente il traffico di internet al fine di impedire o rendere disagevole il download illegale. “Sebbene la tutela del diritto di proprietà intellettuale sia sancita dall’art. 17, n. 2, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, non può desumersi né da tale disposizione né dalla giurisprudenza della Corte che tale diritto sia intangibile e che la sua tutela debba essere garantita in modo assoluto”.

Il caso all’esame della Corte ha avuto origine nel 2007, quando la SABAM (società che rappresenta  editori, compositori e produttori belga) aveva ottenuto una decisione del tribunale belga che obbligava il provider  Scarlet Extension a installare a proprie spese un sistema che rendesse impossibile il download dei file coperti da copyright. E’ stata successivamente adita la Corte Europea che ha evidenziato come la tutela del diritto d’autore debba essere “bilanciata con quella di altri diritti fondamentali”. Non è infatti ammissibile il controllo da parte del provider di ogni comunicazione online effettuata dai propri utenti ed “è compito delle autorità e dei giudici nazionali, nel contesto delle misure adottate per proteggere i titolari di diritti d’autore, garantire un giusto equilibrio tra la tutela di tali diritti e quella dei diritti fondamentali delle persone su cui incidono dette misure”.

Leggi il testo della sentenza C-70/10 24 novembre 2011 – sul sito della Corte di Giustizia Europea.

Leggi il commento dell’avvocato Francesco Paolo Micozzi – sul blog LeggiOggi.

Leggi le reazioni alla sentenza dei presidenti dell’Alcei (associazione per la libertà delle comunicazioni elettroniche interattive e componente dell’Advisory board di Privacy International), dell’Aiip (associazione Italiana Internet provider) e di Confindustria Cultura Italia – sul sito del Corriere della Sera.

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