Confindustria-R&S-Unioncamere: indagine sulle Medie Imprese in Europa

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn
Pubblicata la seconda edizione dell’indagine sulle “Medie imprese in Europa” realizzata da Confindustria, R&S-Mediobanca e Unioncamere: una ricerca di lungo periodo sulla media impresa manifatturiera nei principali paesi europei.

Lo studio sistematico della media impresa in Italia (identificata con le società di capitali a controllo autonomo, fatturato compreso tra 15 e 330 milioni di euro e forza lavoro da 50 a 499 dipendenti) è iniziato oltre dieci anni fa, su iniziativa congiunta di Mediobanca ed Unioncamere. La seconda edizione di questo progetto estende l’analisi alle medie imprese francesi oltre a quelle tedesche, spagnole e italiane già trattate nella prima edizione, prevedendo, nelle future edizioni, l’eventuale allargamento ad altre Nazioni.

Per quanto riguarda il nostro paese, emerge che il 40% delle medie imprese si localizza nel Nord-Ovest, il 38% nel Nord-Est; Lombardia (31%), Veneto (18%) ed Emilia-Romagna (14%) sono le regioni più popolose, mentre la presenza si dirada nel Sud e nelle Isole.

Lo studio comprende l’analisi delle aree territoriali specializzate (poli di competitività in Francia, distretti e aree di grande impresa in Spagna ed Italia e aree di grande impresa in Germania). In Francia il 41% delle medie imprese hanno la propria sede nei sopra citati poli, in Italia il 66% delle medie imprese si colloca in aree distrettuali e in Spagna il 40%. In Germania non esiste un sistema di distretti codificato.

Per quanto riguarda i settori, la meccanica prevale in Germania (45,3% del totale e maggiore incidenza fra i quattro Paesi) mentre l’Italia segna  a livello europeo la quota maggiore nei beni per la persona e la casa (21,3%), pur essendo prevalente la meccanica (31,4%). In Spagna il settore più rappresentativo è l’alimentare (31,3%), ma assai importante è il ruolo della meccanica (25,9%). In Francia come per la Spagna i settori più rappresentativi sono l’alimentare e la meccanica (30,2% e 29,2%). Lo stile italiano (o “made in Italy”) rappresenta il 62% delle vendite delle nostre medie imprese. Quanto al valore aggiunto, che misura la ricchezza prodotta, il contributo delle attività meccaniche è ancora più evidente, raggiungendo il 51% in Germania, il 38% in Italia, il 35% in Francia e il 29% in Spagna ove si registrano gli apporti rilevanti dei beni per la persona e la casa (15%) e dell’alimentare (24%). Si tratta di due settori importanti anche in Italia, con un’incidenza prossima al 36%, mentre essi contribuiscono per poco più del 31% in Francia e per il 19% in Germania.

L’orientamento produttivo delle medie imprese europee ne spiega anche il diverso contenuto tecnologico (valutato secondo la metodologia OCSE), che offre lo spaccato seguente, calcolato in percentuale del fatturato:

Alta tecnologia: Francia 8,1 – Germania 14,8 – Italia 4,2 – Spagna 6,8
Medio-alta tecnologia: Francia 19,6 – Germania 26,4 – Italia 24,5 – Spagna 16,6
Medio-bassa tecnologia: Francia 25,6 – Germania 28,7  Italia 26,8 – Spagna  32,7
Bassa tecnologia: Francia 46,7 – Germania 30,1 – Italia 44,5 – Spagna 43,9

La fascia alta e medio-alta della tecnologia rappresenta il 41% circa del fatturato delle medie imprese tedesche; le italiane esprimono, sotto questo profilo, un contenuto lievemente superiore alle francesi (29% contro 28%) mentre le spagnole si fermano al 23%.

Per maggiori informazioni visita il sito di Unioncamere

________________________________________________________

Per ricevere aggiornamenti sulle tematiche relative all’innovazione e all’ICT nella PA e nelle Aziende iscriviti alla nostra newsletter.

Per informazioni sui servizi offerti da SI.net per accompagnarti nelle continue sfide legate all’innovazione tecnologica, scrivi a comunicazione@blog.sinetinformatica.it o telefona allo 0331.576848.

Segui SI.net anche su Twitter e su Facebook